RUBRICA A 360°
CALCIO: TATTICA E STRATEGIA
31 agosto 2009Attivazione blog
30 agosto 2009Vorrei che il blog ‘Tattica e strategia di gioco a 360°’ comparisse nel web.
Cordiali saluti.
D. Asaro
CALCIO: TATTICA E STRATEGIA DI GIOCO
28 agosto 2009TATTICA E STRATEGIA DI GIOCO A 360°
Ciao mondo!!
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TATTICA E STRATEGIA DI GIOCO: V PARTE … CON SPIRALE DI TEODORO
1 gennaio 2010Uno dei primi moduli, molto usati dalle squadre inglesi nei primi anni del Novecento, era un modulo che potremmo definire ‘a piramide’. Di solito si collocavano cinque giocatori in attacco, tre a centrocampo, due in difesa. E con i triangoli si continua: il centromediano e le mezzeali formavano ulteriori triangoli ‘dinamici’. Al centromediano veniva affidato il compito di organizzare il gioco, era il grande ‘regista’, il giocatore che doveva avere notevoli doti atletiche.
Antonio Ghirelli, nella sua conosciutissima ‘Storia del calcio in Italia’, ci dice che le squadre mitteleuropee ovvero dell’ Europa centrale, soprattutto la Cecoslovacchia, eccellevano nel gioco di centrocampo ed erano molto abili a ‘triangolare’, ma a quei tempi i calciatori erano in possesso di una tecnica straordinaria che ottenevano con allenamenti metodici, si dedicava tanto tempo per affinare la tecnica, oggigiorno, purtroppo, non è più così, è anche per questo motivo che assistiamo a parecchie partite noiose.
Geometria e calcio: binomio importante. Per definizione, il triangolo è l’elemento chiuso, più semplice che si possa creare geometricamente. Un triangolo molto conosciuto fin dai tempi antichi è il triangolo pitagorico: un triangolo rettangolo, i cui lati sono relativi ai numeri 3, 4, 5 e loro multipli, qualsiasi sia l’unità di misura. E’ quasi certo che questi numeri e questo particolare triangolo fossero già noti agli Egizi. Tramite la traslazione di questo triangolo si può arrivare a capire il significato di un modulo ‘dinamico’ ovvero abbozzare una strategia di gioco. La traslazione è un movimento rigido su un piano, per nostra comodità possiamo utilizzare le coordinate cartesiane, ma non è necessario. Attenzione: non è un movimento rotatorio. Passando dal modulo ‘dinamico’ a quello ‘statico’, è opportuno esaminare le sezioni che ricaviamo con la traslazione per una migliore disposizione dei giocatori sul campo.
Se agli albori del calcio si preferiva una squadra lunga, attualmente le squadre sono solitamente corte, poiché i giocatori hanno la necessità di effettuare passaggi veloci, e la triangolazione è sempre utilissima, per aprire nuovi spazi, ad esempio. L’avanzamento avviene sulle linee diagonali del campo … e i triangoli sono proprio ricorrenti nel calcio di ieri e di oggi.
Vi dò un suggerimento: tenete presente per i moduli ‘dinamici’ la spirale di Teodoro. Si inizia da un triangolo rettangolo isoscele con lato che può essere la radice di due, è facile ricavare l’ipotenusa, e l’ipotenusa del nostro primo triangolo sarà il lato del secondo triangolo sempre rettangolo isoscele, proseguite a ragionare da soli, guardando la figura. Con questi triangoli otterremo una spirale, dopo aver costruito la spirale, provate a pensare ad altri modi di avanzamento sul campo, tramite ‘triangolazioni un po’ diverse’. Cerchiamo sempre di essere creativi.
Ed ora, creatività al primo posto, proviamo ad interpretare il modulo di parecchi conosciutissimi allenatori, a modo nostro, mi riferisco al 4-4-2. Prendiamo in considerazione lo schieramento lineare.
Quattro uomini in difesa con gli esterni pronti a svolgere altri ruoli, a seconda delle necessità. Nella zona di centrocampo altri quattro uomini, due con ruoli di attacco, se richiesto dalle circostanze e il tanto prezioso ‘regista’ che dà il ritmo al gioco. L’avanzamento ideale può essere ‘a molla’. Attacco: lo schieramento a due punte è ovviamente variabile. Ho detto poco? Sì, perché questo modulo va analizzato e interpretato da … Voi.
Vocabolario calcistico dedicato ai bambini e a tutti coloro che iniziano ad accostarsi al calcio:
CARTELLINO GIALLO: cartellino mostrato dall’arbitro in caso di ammonizione.
CARTELLINO ROSSO: cartellino mostrato dall’arbitro in caso di espulsione.
CATENACCIO: modulo tattico che si caratterizza per una spiccata attitudine difensiva.
CONTROPIEDE: azione veloce di ripartenza da una situazione di attacco di una squadra in una situazione favorevole alla squadra avversaria, per cogliere impreparata la difesa.
CROSS: tiro spiovente diretto da una fascia laterale del campo verso l’area di rigore avversaria, allo scopo di passare la palla agli attaccanti.
PALLONETTO O CUCCHIAIO: tiro a parabola per scavalcare l’avversario, è lento, centrale, realizzato colpendo il pallone nella parte inferiore con il collo del piede. La Fisica aiuta a capire il ‘pallonetto’, bisogna tener presente il fattore velocità e la variazione di pressione dell’aria su palla rotante.
Sarebbe interessante se ora i lettori riempissero fogli e fogli con formule matematiche, disegni geometriche e… perché no?… Moduli e strategie di gioco.
Dò questo compito soprattutto ai giovanissimi: cercate voi la spirale di Teodoro, meglio sfogliando un libro rispetto alla ricerca tramite internet.
Daniela Asaro Romanoff
SAMBA FOOTBALL
31 dicembre 2009| Nell’ambito della rubrica ‘Tattica e strategia di gioco’, ci siamo sentiti in dovere di dedicare al calcio brasiliano tre puntate. In Brasile, quasi un secolo fa, è nata una scuola calcistica straordinaria, ricca di risorse, unica al mondo, e quindi vale la pena dare ulteriore spazio al cosiddetto ‘samba football‘. Il calcio brasiliano è sempre stato conosciuto e apprezzato per i suoi ‘trucchetti coreografici’, è un calcio veloce e l’attacco viene considerato come la miglior difesa. Lo stile tutto particolare dei calciatori è caratterizzato dalla creatività, dal ritmo che si coniuga ad una coreografia molto produttiva, non certamente con scopi puramente estetici. La combinazione di un buon ritmo e di una ‘produttiva coreografia’ è detto ‘ginga’. Capoeira (danza marziale afro-brasiliana) e samba, alla luce di un’attenta analisi dei movimenti, sono strettamente associate alla coordinazione fisica e danno al calciatore brasiliano una grandissima abilità nel possesso di palla, nel gestire lo spazio, nel coordinarsi in modo ottimale assieme ai compagni, al fine di formare una squadra coesa. Parecchi decenni addietro, nelle Favelas e con il gioco del calcio sulla sabbia è nata una tecnica che parecchi allenatori europei non comprendono, o si rifiutano di comprendere, ma, secondo la mia opinione, è in assoluto la migliore al mondo, se viene supportata da un allenamento metodico, grande impegno e, ovviamente, da una preparazione atletica ottimale. Ci sono molte particolarità che persistono nelle scuole brasiliane di calcio, possiamo considerarle originali, ma sarebbe un errore non tenerne conto: ancora oggi i ragazzini apprendono la tecnica cantando le tipiche canzoni brasiliane, per tradizione legate al calcio. Quando si vede giocare una squadra brasiliana di un certo livello colpisce la tecnica individuale e collettiva, il coordinamento di parecchi giocatori sia in difesa sia in attacco in fase di possesso di palla. Frequentemente le ‘scorribande offensive’ vengono effettuate dai difensori laterali. Il moderno calcio brasiliano è un mix di ottimo allenamento fisico, abilità tecnica, tattiche innovative, creatività, fattore sorpresa. In passato gli allenatori brasiliani non hanno avuto bisogno di occuparsi molto della preparazione tecnica dei loro giocatori. Gli stessi calciatori si preparavano con propensione del tutto naturale alla tecnica fin da bambini. Ora non è più così, però la tecnica è sempre in primissimo piano. Nelle scuole calcistiche, i piccoli aspiranti calciatori hanno allenatori molto attenti nel seguirli, innanzi tutto per quanto concerne la tecnica. E’ assai utile giocare in piccoli spazi (5 vs 5). Ai piccoli calciatori la partitella 5 vs 5 viene proposta come gioco. Questo gioco–allenamento è chiamato futesal. A dodici anni il bambino che è stato preparato a giocare con una buona tecnica è pronto per entrare nelle squadre di maggior rilievo. L’allenamento tecnico prosegue, per affinare il loro bagaglio tecnico spesso ai ragazzi si consiglia di utilizzare la palla del futesal. Oggigiorno il futesal è uno sport giocato in più di settanta Paesi al mondo. L’abilità tecnica acquisita rende capace il calciatore di iniziare a ‘triangolare’, con una precisione e una determinazione, sempre di più utile al gioco di squadra. Più il ragazzo è preparato più acquista fiducia in se stesso ed è più propenso ad apprendere bene e velocemente le tecniche e le strategie di gioco proposte dagli allenatori. Va precisato che le scuole di calcio brasiliane tengono in grande considerazione il ruolo educativo dell’allenatore, innanzi tutto per quanto riguarda i giovanissimi. Se l’allenatore è un educatore il ragazzo sarà più motivato, più sereno e questi fattori sono fondamentali affinché il giovane comprenda che il calcio è un gioco di squadra, e tutto il suo bagaglio tecnico va messo a disposizione del gruppo. La tecnica, quindi, va sviluppata gradualmente, fino a portare il calciatore alle situazioni di un gioco reale, simulando, in allenamento, anche la pressione psicologica che una partita può comportare. • Il ragazzo deve lavorare con entrambi i piedi, Quando il calciatore riesce ad utilizzare una buona tecnica nelle varie situazioni della partita, significa che si è fatto un buon lavoro. Ma si è solamente agli inizi, e comunque, anche quando il ragazzo è in possesso di un’ottima tecnica, è necessario fargli comprendere che non dovrà mai smettere di allenarsi con il massimo impegno, considerarsi ‘arrivati’ è pericolosissimo. Tranne alcuni ‘idoli’, che siamo abituati a veder giocare nelle squadre italiane, i calciatori brasiliani delle squadre di club, di solito si distinguono per la loro genuinità. |
| L’autore della ricerca |
| Daniela Asaro Romanoff è una scrittrice che ha al suo attivo parecchie pubblicazioni. E’ una pittrice e scultrice apprezzatissima. E’ anche un’allenatrice di calcio e svolge l’attività di giornalista. E’ senza dubbio una persona eclettica. Lavora in un laboratorio di Fisica, ama tantissimo il suo lavoro e cerca di dare sempre il meglio di sé. Lo Sport che preferisce, sin da quando era bambina, è la F.1 e le corse automobilistiche in genere, soprattutto la F.Indy e le gare di durata, ovviamente è una grande supporter della Scuderia Ferrari, pur apprezzando molto anche la Williams e la Renault. Se Le viene chiesto quali sono i suoi progetti per il futuro, risponde:”Seguo sempre i consigli del Principale, come Lo chiamava Papa Wojtila, sono certa che Lui mi indica le strade da percorrere meglio di ogni altro, è facile per un piccolo essere umano sbagliare percorso, nella Sua volontà sta la nostra piena realizzazione e la nostra autentica serenità.” |
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Daniela Asaro Romanoff
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TATTICA E STRATEGIA DI GIOCO – PRIMA PARTE
26 novembre 2009Note esplicative elementari: gestione spazio-tempo – Rapporto calciatore-palla
L’esigenza per gli allenatori di sviluppare dei moduli di gioco nasce in Italia nei primi anni del Novecento.
Le Società calcistiche, che hanno a disposizione maggiori somme di denaro, fanno venire in Italia attaccanti di grande talento, spesso oriundi latino-americani. Le squadre meno blasonate ricorrono ad allenatori che abbiano la capacità, attraverso la tattica e la strategie di gioco, di limitare lo strapotere delle squadre con gli attaccanti di grande talento. In Italia, quasi tutte le pubblicazioni sulla storia di questa preziosa cultura calcistica, fa risalire le origini della tattica al bisogno delle Società minori di fronteggiare quelle più fortunate, riducendo il divario.
Con il passare degli anni ci si rende conto che la tattica, nata dalla necessità, può essere sviluppata, diventare oggetto di ulteriori studi per gli allenatori, il cui ruolo verrà arricchito dalle ricerche sulle strategie di gioco, perché sempre di più non saranno gli attaccanti, ma i bravi allenatori a fare la differenza tra le varie squadre. Lo studio approfondito della tattica, in campo e a ‘tavolino’, farà capire a tantissimi allenatori la grande importanza di una squadra molto ben affiatata. Il gruppo verrà preso in considerazione con maggior attenzione rispetto al singolo talento. Dagli anni Cinquanta in poi, l’allenatore con un buon bagaglio di esperienza relativa alla tattica, sarà una figura preziosa per tutte le Società calcistiche, nessuno si affiderà più solamente al talento degli attaccanti.
Non si può prescindere, quindi, dalla tattica, ma come definirla con poche, chiare parole?
La tattica è la capacità di saper gestire lo spazio (terreno di gioco) nel tempo (90 minuti), organizzando un gioco produttivo, motivando i calciatori ad essere creativi e veloci nel fronteggiare situazioni sempre diverse. Va detto che assieme allo sviluppo della tattica abbiamo lo sviluppo della tecnica calcistica. Tattica e tecnica sono strettamente collegate.
Proseguo, in questa prima puntata dedicata alla tattica, cercando di approfondire l’argomento.
Nell’ambito della tattica che coinvolge il gruppo si inseriscono le tattiche di gioco, che responsabilizzano due o tre giocatori, per moduli che prevedono particolari raccordi tra difesa, centrocampo e attacco, e per tanti altri motivi, che dipendono dalla creatività e dall’intelligenza, non solo dell’allenatore, ma anche dei calciatori. Deve essere chiaro che, logicamente, la partita non può essere prevista in tutte le sue fasi. Per quante tattiche e strategie di gioco vengano studiate e verificate in campo, negli inesorabili 90 minuti la strategia più importante, quella che tutti, allenatore e calciatori, devono tenere bene a mente, è l’adattamento alle tante situazioni che verranno a crearsi, tutto quello che è stato predisposto ha, quindi, bisogno di pensieri veloci e dinamici, che sappiano adattare a quella precisa situazione le varie strategie provate, riprovate, pertanto ben memorizzate. La tattica non va affidata solo alle capacità fisiche dei calciatori, ma soprattutto a quelle mentali. Mi permetto di citare l’antico detto latino sempre attuale: ‘Mens sana in corpore sano’. Le azioni veloci e produttive necessitano di menti ben allenate alla chiarezza, alla capacità di analisi e di sintesi. Il pensiero di ogni singolo giocatore, in partita, deve essere come lo strumento di un’orchestra, non vogliamo avere note stonate o assoli inutili, il risultato deve offrirci una buona esecuzione d’assieme.
E’ ovvio che senza un metodico lavoro quotidiano in campo non è possibile che alcuna idea passi dalla fase strategica, organizzata mentalmente, alla fase della concretezza ovvero la verifica, ma è altrettanto importante il lavoro di studio, da effettuarsi non nel campo, ma, ad esempio, visionando videocassette relative alle squadre che si incontreranno durante il Campionato. E’ un grosso lavoro iniziale: prendere più dati possibile relativi alle squadre avversarie, ai singoli calciatori, ma, fatto questo grosso lavoro, l’allenatore ed i calciatori si ritroveranno con una quantità di informazioni utilissime. In campo, nelle simulazioni, la tattica va organizzata, tenendo conto della squadra che si incontrerà. La raccolta di dati è un lavoro fondamentale, da eseguire con il massimo impegno.
Attraverso questo tipo di lavoro e con allenamenti quotidiani anche molto intensi, utilizzando la tecnica psicologica della motivazione, ma stando ben lontano da tecniche psicologiche astruse e fuorvianti, un allenatore americano trasformò un gruppo di ragazzi, che giocavano a hockey abbastanza bene, nella squadra che rappresentò gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Calgary e vinse la medaglia d’oro. Quasi nessuno credeva in un risultato del genere. C’è anche un ottimo film su questa grande impresa, per chi fosse interessato.
Riassumendo, riassumendo: per organizzare una tattica vincente non ci sono scorciatoie, il percorso è piuttosto lungo, faticoso, ma l’allenamento alle fatiche e alle rinunce costituisce il bagaglio di ogni buon sportivo. Lo Sport dovrebbe preparare alla vita e nella vita quante scorciatoie troviamo?
Nella prossima puntata prenderemo in considerazione molti altri aspetti della tattica e della strategia di gioco, introducendo alcune nozioni di tecnica, ma soprattutto parleremo della tattica da utilizzare quando la squadra è in situazione di vantaggio oppure di svantaggio. Un altro argomento interessante è la disposizione dei giocatori in campo: non solo disposizione a triangoli, cerchiamo di essere creativi.
In una successiva puntata terremo in considerazione il fattore imprevedibilità. Affinché la squadra sia davvero forte, l’allenatore deve adoperarsi al fine di non renderla troppo facilmente ‘leggibile’ per l’allenatore avversario. Le tattiche, quindi, devono comprendere anche questo importantissimo fattore.
Daniela Asaro Romanoff
TATTICA E STRATEGIA DI GIOCO – SECONDA PARTE
26 novembre 2009Iniziamo questa seconda parte, relativa a ‘Tattica, strategia di gioco e tecnica’ con un elenco breve, ma fondamentale, di termini adoperati nel linguaggio calcistico, spiegando il significato.
Diagonale difensiva: il calciatore deve mantenere il controllo dell’avversario e, nel contempo, aiutare i compagni.
Marcatura a uomo: un giocatore della squadra avversaria è l’uomo da controllare con grande attenzione. Quando l’avversario attacca, la marcatura diviene ‘stretta’, ci si avvicina all’uomo da controllare. Se l’avversario non è in grado di essere particolarmente pericoloso, la marcatura è ‘larga’. Quindi, allenarsi e ancora allenarsi al controllo della palla e dell’avversario.
Marcatura a zona: per ‘zona’ si intende zona di competenza, quindi il controllo è relativo alla zona di competenza e non prettamente all’uomo.
Possesso di palla: la capacità di fare in modo che gli avversari lascino spazi utili. Ottenuto questo risultato, si fa giungere la palla in varie sezioni del campo.
Pressing: il pressing può essere basso, medio, alto, a seconda che sia difensivo, offensivo, molto offensivo. Il pressing coinvolge tutta la squadra in fase di riconquista della palla.
Pressione: attraverso la pressione si cerca di ‘togliere’ tempo e spazio all’avversario.
Strategia di gioco: potrebbe sembrare che tattica e strategia di gioco siano sinonimi, non è così, la tattica è quella cultura calcistica che comprende varie scelte e cioè: varie strategie di gioco.
Zona luce: il luogo dove è possibile ricevere la palla.
Nelle prossime puntate introdurremo altri elenchi utili.
Cosa ci fa comprendere questo breve elenco, al di là del significato del termine? Da questo elenco emerge che tattica e tecnica sono indissolubilmente legate. Per cui, anche se ci siamo riproposti di dare soprattutto nozioni di tattica, è ovvio che non potremo mai prescindere dalla tecnica, proprio al fine di poter parlare in modo serio e logico di tattica. Tramite lo studio della tattica, l’allenatore sceglie la strategia di gioco per una determinata partita, la strategia verrà espressa da un modulo, ad esempio 3-4-3, ma il tutto sarebbe abbastanza statico e inefficace senza la tecnica.
Sempre di più il calcio richiede al giocatore un’ottima dinamicità mentale. Gli allenamenti e le esperienze relative alle partite lo devono aiutare ad appropriarsi di una tecnica assimilata bene, in modo da poter fronteggiare anche le situazioni più difficili. Per avere una preparazione completa, bisogna anche acquisire la capacità di agire in velocità con rapidi spostamenti. Spesso succede di dover affrontare situazioni imprevedibili, in quei momenti i calciatori possono e devono saper gestire una tattica anche diversa rispetto a quella concordata con il Mister. Il calciatore, quindi, deve saper decidere, rapidamente, anche per quanto riguarda la tattica: oltre al talento, è necessaria tanta esperienza per giungere a questi risultati.
Esaminiamo, ora, riassumendo, cosa può essere utile tener presente durante la fase di vantaggio:
• E’ opportuno che i giocatori si dispongano a triangoli, mai essere in linea. Per dovere di cronaca, Vi informo che alcuni allenatori, particolarmente creativi e studiosi, soprattutto all’estero, stanno analizzando disposizioni dei giocatori geometricamente diverse, non sempre e solo a triangoli … ,
• Bisogna verticalizzarsi, avvicinarsi alla porta avversaria,
• Aprire spazi nella difesa degli avversari,
• Massima mobilità,
• Non finirò mai di raccomandare l’imprevedibilità, si può ottenerla in molti modi, è importante che l’allenatore e i calciatori siano creativi.
Azioni e disposizioni fondamentali in fase di svantaggio:
• Togliere spazio agli avversari,
• Infastidire gli avversari, tenendo presente pressing e fuori gioco,
• Cercare di rallentare il ritmo degli avversari.
• Più giocatori in difesa, non semplicemente i difensori, come da modulo,
• E’ raccomandata la massima creatività anche in fase di svantaggio: aiuto, collegamento, copertura tra i compagni.
La posizione dei giocatori in campo è una situazione statica: difesa, centrocampo, attacco. Se vogliamo essere precisi con la terminologia, questo è il sistema di gioco, il modulo prevede la dinamicità del sistema di gioco.
ESEMPI
4-4-2
In questo caso la difesa si scompone in due giocatori al centro e due alle fasce. Nessuno è un’isola, pertanto, ad uno dei difensori centrali viene affidato il compito di dare l’input per l’avanzamento della linea difensiva. Si può organizzarsi con palla al centro: copertura ad imbuto. Alcuni allenatori schierano i centrocampisti in linea, io li preferisco disposti a rombo, così uno di loro supporta la difesa e l’altro l’attacco.
3-4-3
Nel caso di tre giocatori in difesa, avremo sempre la copertura centrale e quella delle fasce, la difesa verrà aiutata dal centrocampo. Anche i centrocampisti, ovviamente, possono venir schierati a rombo. In situazione di svantaggio gli attaccanti devono essere un utile supporto per il centrocampo. Con questo modulo ho una squadra equilibrata, né troppo difensivista né troppo aggressiva.
Il modulo che io preferisco è il 3-5-2. Non bisogna però ostinarsi a lavorare sempre con lo stesso modulo, anche se non funziona. Talvolta è necessario provare e riprovare, studiare, analizzare, verificare quale modulo si adatta di più alla squadra. Il lavoro per l’allenatore attento e motivato non finisce davvero mai. E ad un certo punto bisogna imporsi anche dei limiti, perché, logicamente, anche il superlavoro non offre alla fin fine dei risultati fantastici, può, anzi, essere controproducente.
Nella prossima puntata, oltre al breve elenco dei termini calcistici, con relativa spiegazione, svilupperemo altri temi, tra cui quello dell’imprevedibilità in campo, che non si ottiene solo con il pressing e causando il fuorigioco degli avversari.
Daniela Asaro Romanoff